venerdì 25 ottobre 2013

http://www.beppegrillo.it/2013/10/figli_di_troika.html-Figli di Troika - Piero Ricca intervista il prof. Bruno Amoroso

Figli di Troika - Piero Ricca intervista il prof. Bruno Amoroso

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Il FMI ha smentito di aver proposto il prelievo forzoso sui conti correnti dei cittadini europei, ammettemdo semplici "discussioni ed esperienze su ipotesi di prelievo sui capitali una tantum", come metodo per aggredire il debito. Ma la smentita non convince il prof. Bruno Amoroso, economista, prof. emerito all'Università di Roskilde, in Danimarca. "La Troika è di nuovo al lavoro", sostiene. "La BCE e la Commissione stanno preparando il sacco dei risparmi, mentre il FMI fa lo stesso in parallelo specializzandosi su come far pagare ai cittadini il 'debito estero' degli Stati". Piero Ricca
Piero Ricca: Professore, nei giorni scorsi ha fatto discutere l'ipotesi, contenuta in un report del Fmi, di un prelievo una tantum sui conti correnti a livello europeo. Le sembra credibile? E in quale contesto questa ipotesi si colloca?
Bruno Amoroso: L'ipotesi del FMI è parte della seconda fase della strategia di esproprio dei risparmi dei cittadini, avviata durante gli anni ’80 e ’90 e che ha avuto una sua prima prova di successo negli Stati Uniti e nell’Unione Europea con la rapina finanziaria del 2008-2010. Una rapina che ha portato un bottino nelle mani di pochi gruppi pari al 37 % del PIL europeo; cioè aiuti di Stato tra ottobre 2008 e ottobre 2011 a favore degli enti finanziari pari a 4.500 miliardi di euro, a cui si aggiungono 6.500 miliardi di euro, il che ha fatto ovviamente scoppiare il”debito sovrano” di molti paesi dell’UE, stimato tra i 45 mila e i 65 mila miliardi di euro. Di questa rapina, definita da James K. Galbraith “il più grande crimine finanziario della storia del capitalismo” si conoscono gli autori e gli attori. Basta leggere il testo dell’indagine condotta negli Stati Uniti dalla Financial Crisis Inquiry Commission (Financial Crisis Inquiry report, 2011) che ne illustra i meccanismi e le collusioni politiche. Il Rapporto spiega che tutte le leggi introdotte per legalizzare questa rapina sono in vigore e i responsabili sono ai loro posti e si accingono al secondo girone.
PR: Cioé?
BA: La fase attuale ha avuto inizio a fine 2012 con il rastrellamento dei pochi risparmi ancora in giro mediante l’imposizione del conto in banca anche ai pensionati con 1000 euro al mese; seguito dalla legge che impone il trasferimento delle informazioni su tutti i conto correnti all'Agenzia delle entrate e dalla Direttiva Barnier in corso di approvazione al Parlamento europeo, che introduce a livello europeo la norma sperimentata a Cipro – e cioè che in caso di fallimento bancario sono i risparmiatori a pagare e non più i governi o la BCE. Si prepara a fine anno il fallimento delle maggiori banche europee e quindi il prelievo sui conti dei risparmiatori. Su quello che accadrà poi si è espresso con chiarezza il ministro Saccomanni che ha di nuovo aperto alle “cartolarizzazioni” e ha dichiarato finita l’era delle banche per dare il benvenuto al “sistema finanziario ombra”.
Insomma, la Troika è di nuovo al lavoro. La BCE e la Commissione stanno preparando il sacco dei risparmi, mentre il FMI fa lo stesso in parallelo specializzandosi su come far pagare ai cittadini il “debito estero” degli Stati.
PR: Come giudica in sintesi la politica economica del governo Letta, vede segni di discontinuità rispetto al governo Monti?
BAIl governo Letta è consapevole di tutto questo. Per questo è stato il governo dei rinvii, in attesa che lo scoppio della crisi e il fallimento degli Stati dell’Europa del sud annulli tutti gli impegni verso i cittadini, inesigibili dentro i parametri europei. La legge finanziaria presentata si muove dentro questa stessa logica per rassicurare i risparmiatori prima del collasso. Più che un’aspirina per combattere il cancro è un sonnifero, ammesso che funzioni.
PR: Proprio Enrico Letta ribadisce l'assoluta necessità della "stabilità" e vede il rischio della crescita del "populismo antieuropeo" alle prossime elezioni europee; dal canto suo Mario Draghi ritiene che l'euro è "irreversibile" e ha recentemente sottolineato i progressi nei bilanci dei paesi membri. Lei cosa risponde?
BA: Entrambi parlano come persone informate dei fatti, che sono cioè consapevoli dei rischi di quello che stanno facendo. Per Letta, e simili, le riforme devono creare un “presidente” forte per reprimere l’inevitabile reazione popolare che verrà a seguito di ciò che stanno preparando. Draghi continua a fare alla BCE quello che ha fatto in Italia al tempo delle privatizzazioni bancarie che sono divenute il veicolo delle speculazioni successive della Goldman Sachs e Co. Ha coperto la crisi del 2008 come Governatore della Banca d’Italia scaricandone i costi sui risparmiatori e i cittadini. Oggi ripete l’esercizio alla BCE. L’uomo giusto al posto giusto. E pochi ricordano che nella sua tesi di laurea svolta con Federico Caffè affermò, ben prima del disastro, che l’euro non si doveva e non si poteva fare.
PR: Il debito pubblico italiano è una zavorra che ha ampiamente superato i duemila miliardi di euro, mentre la crisi economica sta riducendo in povertà milioni di persone. Vede alternative all'austerità?
BA: I debiti nascono perché qualcuno li chiede – per bisogno o magari inavvertitamente – e qualcuno li concede – per amore degli altri come si fa in famiglia o sperando di trarre vantaggio dalle disgrazie altrui. Quando il meccanismo si inceppa, come nel nostro caso, si rinegozia il tutto e entrambe le parti si accollano la loro parte di responsabilità. Continuare sull’austerità, come si sta facendo, porta ai disastri politici e sociali che conosciamo dalla storia. Cioè a quello a cui stiamo assistendo in questi giorni sulle nostre strade.
PR: Anche nel suo ultimo saggio - "Figli di Troika. Gli artefici della crisi economica" (Castelvecchi) - lei sottopone a severa critica un potere decisionale fuori controllo, nelle mani degli "incappucciati della finanza": chi sono, perché sono diventati così potenti?
BA: Come sottolineo nel mio saggio gli “incappucciati” individuati da Federico Caffè negli anni ’80 oggi si sono tolti il cappuccio e gestiscono in prima persona anche Il potere politico in tutti I paesi europei. Il governo politico italiano ha nei posti di maggiore responsabilità individui che sono espressione diretta di quegli ambienti. Coloro che sino a qualche anno fa erano i controllori “incappucciati” della politica ora ne sono diretti rappresentanti. Una bella riforma costituzionale di fatto già attuata, mentre si fanno campagne per difendere qualcosa che ormai non c’è più. Si tratta semmai di ri-affermare la Costituzione, ma questa non nacque in seguito a qualche corteo o alle elezioni ma a una guerra, anche civile. Se c’è un modo pacifico di farlo va scoperto rapidamente.
PR: E' ancora possibile salvare il progetto di integrazione europea?

BA: Temo che sia troppo tardi per ricucire un rapporto di fiducia tra i cittadini europei e le istituzioni. Tuttavia, per quanti ancora credono che ciò sia possibile,è necessario spazzare via la Triade, dare potere al Parlamento europeo in modo che esprima un governo politico europeo nei limiti delle competenze previste. Per quanto riguarda i paesi dell’Europa del sud, devastati dalla crisi e dalla BCE, si tratta di rinegoziare per intero il funzionamento dell’Eurozona consentendo dentro questa due aree monetarie con margini di maggiore flessibilità e con un meccanismo di solidarietà tra nord e sud. Lo scoglio è rappresentato dalla Germania, quello scoglio che ha affondato oggi l’Euro. O la Germania contribuisce a risollevare la nave oppure è meglio abbandonarla prima che sia troppo tardi. Ma temo che sia già troppo tardi, e i primi ad abbandonarla saranno proprio i tedeschi.

Bufera su Washington. Dopo le indiscrezioni sui controlli della Sicurezza nazionale Usa a telefonate e mail del governo francese e della cancelliera tedesca Merkel, Gleen Glenwald, il giornalista "amico" della talpa Snowden torna a ribadire che anche le linee del nostro Paese sono state intercettate. Il premier: "Non è concepibile".

DATAGATE:GERMANIA SPIATA?,FRANCIA SPIATA?SPAGNA E ITALIA? INSOMMA TUTTA L'EUROPA! CHE DICO , IL MONDO INTERO! TUTTO E TUTTI SPIATI , INTERCETTATI E CONTROLLATI . I PREMIER EUROPEI INDIGNATI PER LE SPIATE DI OBAMA E VOGLIONO UNA SPIEGAZIONE DALLA CASA BIANCA. MA CHE BRANCO DI IMBECILLI!...I NOSTRI PADRONI AMERICANI SPIANO IL MONDO INTERO (NSA) DA SEMPRE (ECHELON) E QUESTI SI INDIGNANO ADESSO?

sabato 13 aprile 2013

Romano Prodi e Emma Bonino 'a 5 Stelle'. Nella stessa foto di gruppo con Giuseppe Piero Grillo, detto Beppe. Accanto a Dario Fo e Gino Strada. Tra Stefano Rodota' e Milena Gabanelli. La sorpresa che non ti aspetti, arriva dopo due giorni di votazioni on-line funestate da un attacco hacker, qualche polemica e tante ironie


I dieci personaggi scelti dal M5S per il Quirinale
I dieci personaggi scelti dal M5S per il Quirinale
Roma, 13-04-2013
Nella rosa di nomi dalla quale gli iscritti al Movimento 5 Stelle lunedi' pescheranno il loro candidato alla presidenza della Repubblica, spuntano anche l'ex premier ulivista e la leader radicale. E se alcuni parlamentari hanno gia' lanciato una 'campagna' per esorcizzarne l'investitura, nessuno piu' osa sbilanciarsi in pronostici. "Anche ieri ci sono stati numerosi attacchi al sito", ma sono andati a vuoto.

Alle 12 in punto, i 5 Stelle tirano un sospiro di sollievo. Sul blog di Grillo compare l'annuncio che la votazione on-line e' andata a buon fine. La seconda fumata e' bianca. I dieci a passare il primo turno delle 'Quirinarie', in rigoroso ordine alfabetico, sono Bonino, Caselli, Fo, Gabanelli, Grillo, Imposimato, Prodi, Rodota', Strada e Zagrebelsky. Sono loro i piu' votati on-line. Con quante preferenze? Da quante persone? Non e' dato sapere. Viene reso noto solo il numero degli aventi diritto: 48.282 iscritti al M5S.

Molti meno dei 250 mila che qualche deputato 5 Stelle ipotizzava. Ma Grillo rivendica l'eccezionalita' dell'evento, mentre "Berlusconi e Bersani, decidono in segreto il presidente dell'inciucio per salvaguardare entrambi, un atto antidemocratico e ributtante". Ma al di la' delle dichiarazioni di Grillo, oggi sono quei dieci nomi a 'parlare'. E creare dibattito dentro il Movimento. Perche' tra essi compaiono solo due donne ("Siamo grillini machisti", fa mea culpa il blogger Daniele Martinelli).

Ma anche perche' 'la Rete' non e' riuscita a proporre un solo volto veramente nuovo ("Bastava sfogliare un quotidiano per leggere gli stessi nomi", scuote la testa la deputata Giulia Vita). Veder comparire in lista lo stesso Grillo, appare tributo scontato al leader. Ma in base alle regole che lo stesso M5S si e' dato, non avrebbe dovuto esserci, fa notare il deputato Manlio Di Stefano, perche' condannato e dunque incandidabile. Dario Fo dice di non avere piu' l'eta', ma finisce in rosa suo malgrado. Insieme a nomi graditi al Movimento come Strada, Gabanelli e Imposimato.

Piu' problematica la figura del magistrato Caselli, che mette in difficolta' il M5S perche' non gradita al fronte 'No Tav'. Mentre prevedibili erano i nomi dei giuristi Rodota' e Zagrebelsky, gia' tra i papabili per la guida di un governo che potesse veder convergere Pd e 5 Stelle. Ma da dove spunta Emma Bonino? Solo un anno fa Grillo contro di lei, "emanazione dei partiti", lanciava la sua 'fatwa': con il M5S in Parlamento la radicale, prometteva, non sarebbe mai giunta al Colle. E ora proprio i suoi vogliono mandarcela.

Ma e' Romano Prodi il nome che spinge parte della base 'grillina' a insorgere, paventare 'infiltrati' nel M5S o la manipolazione del voto on-line, gestito dalla Casaleggio associati e certificato da una societa' privata. Il padre di quell'euro inviso al M5S, esponente della 'Casta' che i 'grillini' vorrebbero spazzar via, finisce nella rosa. Il suo nome si faceva da giorni perche', si mormora, sarebbe gradito a Casaleggio e a Grillo, che di lui ha scritto: "Cancellerebbe Berlusconi dalle carte geografiche".

E allora se anche Prodi non dovesse vincere le 'Quirinarie', la sua comparsa nella rosa 5 Stelle sembra spianare la strada alla possibilita' che alla quarta votazione per il capo dello Stato, i parlamentari 5 Stelle facciano convergere i loro voti sul suo nome. Si riuniranno eventualmente in assemblea per decidere. E li' potrebbe andare in scena uno scontro interno, tra deputati e senatori 'dialoganti' e i difensori della purezza della linea anti-partiti, che contro Prodi gia' annunciano barricate.

Fisco: Grilli, "tolleranza zero" contro l'evasione-http://www.agi.it/

(AGI) - Dublino, 13 apr. - Tolleranza zero contro l'evasione fiscale, un crimine inaccettabile. Il ministro dell Economia, Vittorio Grilli, conferma che l'Italia e' in prima linea ed e' pronta, insieme all'Europa, a passare dalle parole ai fatti e a spingere sull'acceleratore: il piano anti-evasione dei paesi europei (Italia, Germania, Francia, Spagna, Regno Unito a cui hanno aderito anche Polonia, Olanda, Belgio, Romania e Repubblica Ceca) approdera' sul tavolo del prossimo G20 a Washington e il tema sara' al centro anche del prossimo Consiglio europeo il 22 maggio. "Per l'Italia e' solo questione di mesi", ha detto Grilli, "perche' lo scambio automatico di informazioni sia operativo. Ma non dipende da un singolo paese e d'altronde per noi e' sempre stato un paradigma".Fisco Grilli   tolleranza zero  contro l evasione
  Nella due giorni di Ecofin informale a Dublino i big europei sono riusciti a fare passi avanti sul tema dell'evasione fiscale che erode circa 1.000 miliardi di euro l'anno. Le resistenze in Europa pero' non mancano. L'Austria infatti non e' pronta a cedere sul segreto bancario e il ministro delle Finanze, Maria Fekter, lo ha detto senza mezzi termini ai colleghi europei: "Combatteremo per mantenerlo".
  Vienna resta l'ultimo baluardo in Europa dopo che anche il Lussemburgo ha annunciato che rinuncera' al segreto bancario dal 2015. Secondo il ministro austriaco, "lo scambio di informazioni e' una massiccia intromissione negli affari privati dei cittadini". Inoltre, Fekter ha spiegato che quando i cittadini tedeschi depositano il denaro in Austria viene applicata una ritenuta alla fonte del 35% in cambio dell'anonimato e Vienna versa poi i soldi alla Germania. Il ministro ha fatto notare che si tratta dello stesso sistema di cooperazione in atto con Svizzera e Liechtenstein.
  Il commissario Ue alla fiscalita', Algirdas Semeta, ha auspicato che Vienna superi le sue resistenze e ha accolto con favore il piano europeo che si ispira al modello Usa che permette di ottenere tutte le informazioni sui conti bancari, gli investimenti e i redditi all'estero dei contribuenti americani. Il prossimo passo, ha spiegato, dovrebbe essere l'approvazione della revisione della direttiva sulla tassazione del risparmio, ferma dal 2008, piu' un mandato a negoziare con la Svizzera e altri paradisi fiscali sullo scambio delle informazioni. Cambiare la legge sulla tassazione in Europa richiede pero' il via libera di tutti gli stati membri, senza nessuna eccezione. "Questa non e solo una battaglia nazionale, una battaglia europea, ma una battaglia a livello globale", ha detto il ministro delle Finanze francese, Pierre Moscovici. Il commissario Ue al Mercato interno, Michel Barnier, ha puntato il dito contro i flussi di denaro sporco dietro cui si nasconde la mafia. A Dublino i ministri delle Finanze Ue hanno parlato di fisco ma anche di crescita. Tasto dolente per il nostro Paese.
  Il caso Italia non era nell'agenda del vertice ma lo stallo politico ha suscitato comunque, se non la preoccupazione, l'interesse e l'attenzione dell'Europa. "E' ovvio che tutti auspicano di avere una soluzione quanto prima", ha spiegato Grilli, "hanno ovviamente chiesto informazioni sul processo di decisione. Ho trovato interesse e domande di chiarimenti pero' preoccupazione non direi. Penso che in un momento cosi' difficile e' importante avere una guida che sia chiara, avere una strategia di azione". E l'allarme sullo stallo politico e stato lanciato anche da Confindustria. Duro l'attacco alla politica del leader degli industriali, Giorgio Squinzi, secondo il quale i 50 giorni di "inerzia totale" ci sono gia costati un punto di Pil. Grilli non ha confermato la stima ma ha assicurato: "In questi giorni ci siamo dati da fare per cercare di recuperare in parte il Pil soprattutto con questi interventi di urgenza come il decreto dei pagamenti dei debiti P.A". (AGI) .