sabato 13 aprile 2013

Romano Prodi e Emma Bonino 'a 5 Stelle'. Nella stessa foto di gruppo con Giuseppe Piero Grillo, detto Beppe. Accanto a Dario Fo e Gino Strada. Tra Stefano Rodota' e Milena Gabanelli. La sorpresa che non ti aspetti, arriva dopo due giorni di votazioni on-line funestate da un attacco hacker, qualche polemica e tante ironie


I dieci personaggi scelti dal M5S per il Quirinale
I dieci personaggi scelti dal M5S per il Quirinale
Roma, 13-04-2013
Nella rosa di nomi dalla quale gli iscritti al Movimento 5 Stelle lunedi' pescheranno il loro candidato alla presidenza della Repubblica, spuntano anche l'ex premier ulivista e la leader radicale. E se alcuni parlamentari hanno gia' lanciato una 'campagna' per esorcizzarne l'investitura, nessuno piu' osa sbilanciarsi in pronostici. "Anche ieri ci sono stati numerosi attacchi al sito", ma sono andati a vuoto.

Alle 12 in punto, i 5 Stelle tirano un sospiro di sollievo. Sul blog di Grillo compare l'annuncio che la votazione on-line e' andata a buon fine. La seconda fumata e' bianca. I dieci a passare il primo turno delle 'Quirinarie', in rigoroso ordine alfabetico, sono Bonino, Caselli, Fo, Gabanelli, Grillo, Imposimato, Prodi, Rodota', Strada e Zagrebelsky. Sono loro i piu' votati on-line. Con quante preferenze? Da quante persone? Non e' dato sapere. Viene reso noto solo il numero degli aventi diritto: 48.282 iscritti al M5S.

Molti meno dei 250 mila che qualche deputato 5 Stelle ipotizzava. Ma Grillo rivendica l'eccezionalita' dell'evento, mentre "Berlusconi e Bersani, decidono in segreto il presidente dell'inciucio per salvaguardare entrambi, un atto antidemocratico e ributtante". Ma al di la' delle dichiarazioni di Grillo, oggi sono quei dieci nomi a 'parlare'. E creare dibattito dentro il Movimento. Perche' tra essi compaiono solo due donne ("Siamo grillini machisti", fa mea culpa il blogger Daniele Martinelli).

Ma anche perche' 'la Rete' non e' riuscita a proporre un solo volto veramente nuovo ("Bastava sfogliare un quotidiano per leggere gli stessi nomi", scuote la testa la deputata Giulia Vita). Veder comparire in lista lo stesso Grillo, appare tributo scontato al leader. Ma in base alle regole che lo stesso M5S si e' dato, non avrebbe dovuto esserci, fa notare il deputato Manlio Di Stefano, perche' condannato e dunque incandidabile. Dario Fo dice di non avere piu' l'eta', ma finisce in rosa suo malgrado. Insieme a nomi graditi al Movimento come Strada, Gabanelli e Imposimato.

Piu' problematica la figura del magistrato Caselli, che mette in difficolta' il M5S perche' non gradita al fronte 'No Tav'. Mentre prevedibili erano i nomi dei giuristi Rodota' e Zagrebelsky, gia' tra i papabili per la guida di un governo che potesse veder convergere Pd e 5 Stelle. Ma da dove spunta Emma Bonino? Solo un anno fa Grillo contro di lei, "emanazione dei partiti", lanciava la sua 'fatwa': con il M5S in Parlamento la radicale, prometteva, non sarebbe mai giunta al Colle. E ora proprio i suoi vogliono mandarcela.

Ma e' Romano Prodi il nome che spinge parte della base 'grillina' a insorgere, paventare 'infiltrati' nel M5S o la manipolazione del voto on-line, gestito dalla Casaleggio associati e certificato da una societa' privata. Il padre di quell'euro inviso al M5S, esponente della 'Casta' che i 'grillini' vorrebbero spazzar via, finisce nella rosa. Il suo nome si faceva da giorni perche', si mormora, sarebbe gradito a Casaleggio e a Grillo, che di lui ha scritto: "Cancellerebbe Berlusconi dalle carte geografiche".

E allora se anche Prodi non dovesse vincere le 'Quirinarie', la sua comparsa nella rosa 5 Stelle sembra spianare la strada alla possibilita' che alla quarta votazione per il capo dello Stato, i parlamentari 5 Stelle facciano convergere i loro voti sul suo nome. Si riuniranno eventualmente in assemblea per decidere. E li' potrebbe andare in scena uno scontro interno, tra deputati e senatori 'dialoganti' e i difensori della purezza della linea anti-partiti, che contro Prodi gia' annunciano barricate.

Fisco: Grilli, "tolleranza zero" contro l'evasione-http://www.agi.it/

(AGI) - Dublino, 13 apr. - Tolleranza zero contro l'evasione fiscale, un crimine inaccettabile. Il ministro dell Economia, Vittorio Grilli, conferma che l'Italia e' in prima linea ed e' pronta, insieme all'Europa, a passare dalle parole ai fatti e a spingere sull'acceleratore: il piano anti-evasione dei paesi europei (Italia, Germania, Francia, Spagna, Regno Unito a cui hanno aderito anche Polonia, Olanda, Belgio, Romania e Repubblica Ceca) approdera' sul tavolo del prossimo G20 a Washington e il tema sara' al centro anche del prossimo Consiglio europeo il 22 maggio. "Per l'Italia e' solo questione di mesi", ha detto Grilli, "perche' lo scambio automatico di informazioni sia operativo. Ma non dipende da un singolo paese e d'altronde per noi e' sempre stato un paradigma".Fisco Grilli   tolleranza zero  contro l evasione
  Nella due giorni di Ecofin informale a Dublino i big europei sono riusciti a fare passi avanti sul tema dell'evasione fiscale che erode circa 1.000 miliardi di euro l'anno. Le resistenze in Europa pero' non mancano. L'Austria infatti non e' pronta a cedere sul segreto bancario e il ministro delle Finanze, Maria Fekter, lo ha detto senza mezzi termini ai colleghi europei: "Combatteremo per mantenerlo".
  Vienna resta l'ultimo baluardo in Europa dopo che anche il Lussemburgo ha annunciato che rinuncera' al segreto bancario dal 2015. Secondo il ministro austriaco, "lo scambio di informazioni e' una massiccia intromissione negli affari privati dei cittadini". Inoltre, Fekter ha spiegato che quando i cittadini tedeschi depositano il denaro in Austria viene applicata una ritenuta alla fonte del 35% in cambio dell'anonimato e Vienna versa poi i soldi alla Germania. Il ministro ha fatto notare che si tratta dello stesso sistema di cooperazione in atto con Svizzera e Liechtenstein.
  Il commissario Ue alla fiscalita', Algirdas Semeta, ha auspicato che Vienna superi le sue resistenze e ha accolto con favore il piano europeo che si ispira al modello Usa che permette di ottenere tutte le informazioni sui conti bancari, gli investimenti e i redditi all'estero dei contribuenti americani. Il prossimo passo, ha spiegato, dovrebbe essere l'approvazione della revisione della direttiva sulla tassazione del risparmio, ferma dal 2008, piu' un mandato a negoziare con la Svizzera e altri paradisi fiscali sullo scambio delle informazioni. Cambiare la legge sulla tassazione in Europa richiede pero' il via libera di tutti gli stati membri, senza nessuna eccezione. "Questa non e solo una battaglia nazionale, una battaglia europea, ma una battaglia a livello globale", ha detto il ministro delle Finanze francese, Pierre Moscovici. Il commissario Ue al Mercato interno, Michel Barnier, ha puntato il dito contro i flussi di denaro sporco dietro cui si nasconde la mafia. A Dublino i ministri delle Finanze Ue hanno parlato di fisco ma anche di crescita. Tasto dolente per il nostro Paese.
  Il caso Italia non era nell'agenda del vertice ma lo stallo politico ha suscitato comunque, se non la preoccupazione, l'interesse e l'attenzione dell'Europa. "E' ovvio che tutti auspicano di avere una soluzione quanto prima", ha spiegato Grilli, "hanno ovviamente chiesto informazioni sul processo di decisione. Ho trovato interesse e domande di chiarimenti pero' preoccupazione non direi. Penso che in un momento cosi' difficile e' importante avere una guida che sia chiara, avere una strategia di azione". E l'allarme sullo stallo politico e stato lanciato anche da Confindustria. Duro l'attacco alla politica del leader degli industriali, Giorgio Squinzi, secondo il quale i 50 giorni di "inerzia totale" ci sono gia costati un punto di Pil. Grilli non ha confermato la stima ma ha assicurato: "In questi giorni ci siamo dati da fare per cercare di recuperare in parte il Pil soprattutto con questi interventi di urgenza come il decreto dei pagamenti dei debiti P.A". (AGI) .